sabato 29 ottobre 2016

Il Tavoliere e la mena delle pecore.


Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
(G. D'Annunzio)

… e scesero le greggi riducendo i cavalli alla stalla. Argos Hippium, che qualificava l'eccellenza del luogo adatto per l'allevamento dei cavalli, divenne Arpi, come "arpane" venivano chiamati gli armenti allevati nella zona. Fu l’età post-annibalica ad aprire la “mena”, mai lemma così rappresentativo di uno sfruttamento. L’ager scripturarius del Tavoliere, espropriato alle città che avevano sostenuto Annibale, divenne ager pubblicus, a sostegno di una economia sabina e sannitica; mentre le greggi stanziali daune si soprapponevano ai campi coltivati nel corso delle rotazioni delle colture cerealicole. Una condizione di sottosviluppo e di rapina protrattasi per circa 2000 anni. Con legge promulgata da Giuseppe Bonaparte il 21 maggio 1806, la dogana della mena delle pecore fu soppressa.

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