giovedì 15 giugno 2017

Troia e il troiano Evardo nella “Gerusalemme conquistata” del Tasso.

Papa Urbano II, illustrazione del XII secolo, autore anonimo

L’anno 1093 Papa Urbano II tenne un concilio a Troia per emendare gli scandalosi costumi dei chierici, cui intervennero settantacinque vescovi e dodici abati.
Fu questo Papa che indisse la prima crociata, alla quale prese parte lo zio Tancredi e il principe Boemondo, ch’ebbe la signoria di Antiochia, una delle prime conquiste dei crociati. Dovendo scegliere i suoi combattenti Boemondo si portò nella Puglia e vi radunò dodicimila soldati, tra i quali molti troiani. Di ciò fa fede il Tasso, che, nell’ottava 64 del canto primo della Gerusalemme conquistata così si esprime:

Ed altri abbandonò Melfi e Nocera,
e 'l culto pian dove si sparge e miete,
di Troia, di Siponto, e di Matera,
e di Foggia ch'accende estiva sete,
e di quell'altro mar l'altra riviera,
che raccoglie da Borea il curvo abete;
e Bari ove a' suoi regi albergo scelse
fortuna, e diè corone e 'nsegne eccelse.

Quello poi, che tra i troiani ebbe maggior fortuna, fu un tale Evardo, che per opera dello stesso Tasso fu fatto passare alla memoria dei posteri:

Giá lassi erano entrambi, e giunti forse
sarian, pugnando, ad immaturo fine;
ma sí oscura la notte intanto sorse,
che nascondea le cose ancor vicine:
quinci un araldo e quindi un altro accorse
per dipartirgli, e gli partîro alfine.
L'uno Evardo il troian, Pindoro è l'altro,
che portò la disfida, uom saggio e scaltro.


(T. Tasso, op. cit. canto VII ottava 71)

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