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| Papa Urbano II, illustrazione del XII secolo, autore anonimo |
L’anno 1093
Papa Urbano II tenne un concilio a Troia per emendare gli scandalosi costumi
dei chierici, cui intervennero settantacinque vescovi e dodici abati.
Fu questo
Papa che indisse la prima crociata, alla quale prese parte lo zio Tancredi e il
principe Boemondo, ch’ebbe la signoria di Antiochia, una delle prime conquiste
dei crociati. Dovendo scegliere i suoi combattenti Boemondo si portò nella
Puglia e vi radunò dodicimila soldati, tra i quali molti troiani. Di ciò fa
fede il Tasso, che, nell’ottava 64 del canto primo della Gerusalemme conquistata così si esprime:
Ed altri abbandonò Melfi e Nocera,
e 'l culto pian dove si sparge e
miete,
di Troia, di Siponto, e di Matera,
e di Foggia ch'accende estiva sete,
e di quell'altro mar l'altra riviera,
che raccoglie da Borea il curvo
abete;
e Bari ove a' suoi regi albergo
scelse
fortuna, e diè corone e 'nsegne
eccelse.
Quello poi,
che tra i troiani ebbe maggior fortuna, fu un tale Evardo, che per opera dello
stesso Tasso fu fatto passare alla memoria dei posteri:
Giá lassi erano entrambi, e giunti
forse
sarian, pugnando, ad immaturo fine;
ma sí oscura la notte intanto sorse,
che nascondea le cose ancor vicine:
quinci un araldo e quindi un altro
accorse
per dipartirgli, e gli partîro
alfine.
L'uno Evardo il troian, Pindoro è
l'altro,
che portò la disfida, uom saggio e
scaltro.
(T. Tasso,
op. cit. canto VII ottava 71)

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