Dal mare che non c’è più all’Uva di Troia, dalle dorsali della Fossa Bradanica al corridoio delle civiltà: il nostro territorio è matrice di una storia che intreccia natura, uomo e politica.
C’è un tempo così remoto da sfuggire alla memoria, eppure ancora vivo nella terra che calpestiamo. È il tempo in cui la Daunia non aveva nome, ma già esisteva, cullata dal respiro del mare. Qui, tra le colline della Capitanata, il suolo custodisce le tracce di un mondo sommerso, impresse nelle
Pettinidi neogeniche, conchiglie fossili che raccontano il passaggio delle ere.
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| Pettinidi |
Fu allora che la natura compì la sua metamorfosi: i sedimenti marini si indurirono in una fragile crosta, la Crusta, ricca di anidride fosforica e composti potassici. Millenni dopo, quella stessa crosta divenne risorsa per l’uomo: le sue sostanze nutrirono ulivi e vigneti, e da essa nacque l’Uva di Troia, frutto della memoria geologica trasformata in cultura agricola.
Studi recenti confermano che Troia non appartiene né al Subappennino né ai Monti Dauni: è piuttosto un terrazzamento del Tavoliere, sospeso tra pianura e collina. Le dorsali di Lucera e di Troia rappresentano la chiusura del ciclo di riempimento della Fossa Bradanica, un antico corridoio geologico che univa l’Italia centrale al Mar Ionio e che in Daunia si apre verso la piana di Foggia.
Con l’antropizzazione, questo corridoio ha assunto un ruolo politico e culturale decisivo: spartiacque con il mondo appenninico, ma anche canale di transito che, nei secoli, ha trasmesso genti, poteri e idee da Sud a Nord e viceversa. Da qui la nostra identità: non periferia, ma cerniera, luogo di frontiera e di passaggi.
È da queste radici profonde - geologiche, storiche e culturali - che si apre il racconto di Troia: un viaggio lungo millenni, dalle prime forme di vita al formarsi delle comunità, fino alla città che conosciamo.
📚 Per saperne di più
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La Carta Geologica d’Italia (ISPRA) documenta con precisione i depositi e le dorsali che formano il territorio di Troia e Lucera.
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Gli studi di N. Ciaranfi hanno ricostruito le vicende della Fossa Bradanica e le trasformazioni avvenute tra Pliocene e Quaternario.
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Una sintesi completa è raccolta in “Geologia della Puglia” (a cura di Ricchetti, Ciaranfi e altri, Società Geologica Italiana, 1988).
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Diversi contributi dell’Università di Bari approfondiscono la geomorfologia della Capitanata e i rapporti tra pianura e dorsali.
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Per la storia e l’archeologia del Tavoliere e della Daunia, utile il volume di M. Mazzei, “Il Tavoliere e la Daunia antica: paesaggi, insediamenti, viabilità” (Edipuglia).
🔎 Come consultare la Carta Geologica d’Italia (Troia – Lucera)
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Vai al sito ufficiale dell’ISPRA: 👉 Carta Geologica d’Italia – Puglia
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Scorri la pagina fino alla sezione “Fogli pubblicati”.
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Cerca i fogli che interessano la nostra area:
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Foglio 160 – Foggia
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Foglio 161 – Lucera – Troia
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Cliccando sul titolo puoi scaricare il PDF della mappa e, in molti casi, anche la Guida esplicativa, che contiene le note geologiche dettagliate.
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Per una consultazione interattiva puoi usare il portale 👉 SGI ISPRA – Carta Geologica Online.
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Si apre un visualizzatore: basta ingrandire sulla zona della Capitanata e troverai Troia, Lucera e il Tavoliere con tutte le stratigrafie a colori.
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