Un giovane, rimproverato perché stava sempre con le mani in mano, ricevette un consiglio illuminato:
- Avvia una startup! Raccogli girini, portali a casa, fai nascere delle rane.
Il giovane, obbediente, corse al fiume, raccolse i girini e ne riempì catini e vasche. In capo a poche settimane, l’acqua brulicava di vita: centinaia di ranocchi si affacciavano al mondo.
Il monitore, passando a trovarlo, gli chiese:
- Allora, come procede il business?
- Benissimo! Ho abbondanza di rane, più di quanto potessi immaginare.
Ma presto sorse il problema: nessuno voleva comprarle. Non i ristoranti, che preferivano importazioni francesi; non i mercati, che chiedevano pollo e vitelli; non i bambini, che preferivano i cani. Le rane, intanto, saltavano fuori dalle bacinelle e invadevano la casa, gracchiando a tutte le ore.
Il giovane corse dal monitore, disperato:
- Che ne sarà di me? Non vendo una rana, ma mi restano solo debiti e stagni pieni.
E il monitore, impassibile, rispose:
- Almeno non sei rimasto con le mani in mano.
Così il giovane capì che tutte le startup, anche se partono da buone intenzioni, conducono a un mercato reale. Molte finiscono soltanto in un coro di rane.

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