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| Franca Viola |
Incapace di
relazionarsi, la bestia risolve con la violenza. Una violenza, fin qui, se non attivamente
incoraggiata, certamente minimizzata. Quanto rammarico, per nostre madri e
nonne, le cui vite sono state così a lungo degradate dalla nostra repubblica.
Nel 1965,
per la prima volta in Italia, una ragazzina 17enne, Franca Viola di Alcamo,
rifiuta il “matrimonio riparatore” offerto dal suo violentatore. Inquietante vigeva
articolo 544 del codice penale che prevedeva l’annullamento di ogni conseguenza
penale per l’aggressore, e per i suoi eventuali correi, nel caso in cui egli si
fosse offerto di sposare la vittima. Mentre l’art. 587 prevedeva che chi
provocava la morte del coniuge o di un familiare perché offeso per motivi di
adulterio o di rapporti sessuali fuori dal matrimonio, poteva essere condannato
a 3 massimo 7 anni di carcere, che in caso di soggetti incensurati, potevano
ridursi a pene irrisorie.
Ebbene,
quando, finalmente, il bicameralismo perfetto, della costituzione più bella,
avrebbe consentito di superare normative così evidentemente arcaiche e
superate? Settembre 1981, con l’abrogazione di questi due articoli: una bella
attesa!! Ma non è finita. I due articoli citati avevano una premessa logica e
teorica nel fatto che i reati di violenza carnale erano inseriti nel Titolo del
codice penale dedicato ai reati “contro la morale e il buon costume”. Non si
trattava, quindi, di reati contro la persona che li subiva e gli articoli 544 e
587 si inserivano in un quadro complessivo coerente. Ma la riforma di questa
parte, non irrilevante, del Codice venne licenziata dal Parlamento italiano
solo nel febbraio 1996.
L'Assemblea
generale delle Nazioni Unite, nel 1999, ha designato il 25 novembre come data
della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le
ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel
giorno.
In Italia
solo dal 2005 alcuni centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a
celebrare questa giornata.
Nel 2007
100.000 donne hanno manifestato a Roma "Contro la violenza sulle donne",
senza alcun patrocinio politico.

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