martedì 8 novembre 2016

… un Meridione privo di meridionalisti.



Il Meridione luogo dello sviluppo e dell’insufficienza, luogo dell’assenza dello Stato e del trionfo dell’Amministrazione. Con le Regioni abbiamo allontanato la funzione modello che solo la sovranità dello Stato può dare, connotando la modernità dell’agire politico. Preme la necessità di una espansione delle funzioni dello Stato nel Mezzogiorno come vantaggio generale per l’intera nazione, evitando la rapida dispersione di risorse, talvolta ingenti, nei meandri delle Amministrazioni regionali. Una chiarezza che cessi di essere autocoscienza intellettuale di pochi per divenire senso comune, diffuso, di massa. Si ha bisogno che le diversità territoriali si armonizzino in un sentimento nazionale che, sempre più, si va frantumando in una varietà che diventa opposizione, scissione.
… ieri, quella Costituzione voleva sancire un patto d’amicizia fra gli italiani fin lì divisi da patti ineguali. E' evidente il fallimento.
… con le Regioni si è scelto, di fatto, di governare i patti ineguali.
… il vento fischia ancora sul pantano.

"L'ombra degli alberi dentro il nebbioso fiume
come fumo si scioglie,
e intanto si lamentano le tortore lassù
tra le reali foglie.
Quanto, o viaggiatore, questo paesaggio pallido,
pallido t'ha specchiato;
come tristi piangevano in cima agli alti alberi
le speranze annegate!"
(Paul Verlaine)

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