mercoledì 23 novembre 2016

Trasfiguriamo l’ordinario.


Foto di Giuseppe Berardi
Siamo incapaci d’imparare in quanto incapaci di dimenticare i nostri limiti.
Trasfigurando l’ordinario, il comune, il quotidiano, ponendolo in relazione con il tutto, nel quale si sperimenta la nostra vita, impariamo a comprendere noi nel mondo, dando un senso a una vita che ci appare senza senso.
Nel cattolicesimo, i sacramenti coinvolgono il fedele prendendo dell’ordinario e ponendolo in relazione con il divino. Per esempio, nel sacramento della Comunione il valore della condivisione di un pasto è celebrato con tutti i valori relativi di famiglia e d'amicizia. Nella Confessione il processo di riparazione di un rapporto è collegato con la nostra relazione con il divino. In tutte le religioni la vita della comunità è intesa come legata con l'eterno. In questo modo pratiche quotidiane sono trasfigurate, il loro valore come parte di una vita è ri-presentato (riflesso indietro alla comunità) in una nuova luce e riaffermato.
Salire un gradino più in alto, con fede o senza, si può.  Focalizzare la nostra attenzione sulle condizioni del rapporto umano con il mondo e gli altri.



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