… è qui sulla terra che Momo, il dio del biasimo, apprende l'arte
della simulazione e dissimulazione che gli consentirà di recuperare il rapporto
con Giove e rientrare dall’esilio cui era stato destinato per le sue
denigrazioni. Nuovamente accolto in Olimpo grazie a un ‘servigio’ reso agli dei,
istituendo tra i mortali la pratica dei voti e delle offerte, Momo diventa il buffone
di Giove e il suo favorito, fino a quando, montatosi la testa, compie
un’ulteriore trasformazione assumendo l’abito del consigliere coscienzioso e
leale. Gli altri dei mal sopportano queste mutazioni e decidono di toglierlo di
mezzo definitivamente, mediante castrazione e segregazione su uno scoglio in
mezzo al mare.
Questo scritto di Leon Battista Alberti ha una innegabile
valenza politica, Momo è colui che, mosso da risentimenti personali, si affanna
a cercare il favore, riuscendovi solo per poco tempo, dal momento che, non essendo un buon simulatore e dissimulatore, cede alla smania di affermazione.
Ne consiglio la lettura, tenendo presente quel che nel
proemio ci dice l’Alberti: “… mi sono
dato da fare perché i lettori si divertissero, e d'altra parte si accorgessero
di essere guidati all'approfondimento di concetti utili e per nulla spregevoli.
Quanto sia riuscito nello scopo, lo giudicherai tu a lettura ultimata: e se avrai
l'impressione che la mia comica piacevolezza sia riuscita, quasi un condimento,
a rendere più leggero e gradevole un argomento della massima gravità, leggerai,
se non mi sbaglio, con maggior diletto."

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