giovedì 29 dicembre 2016

"HO DATO POESIA AGLI UOMINI" CESARE PAVESE 1908 – 1950

Fotografie segnaletiche del Casellario Politico della pratica del confino

Nel maggio 1935 Pavese fu arrestato perché coinvolto in attività antifasciste: riceveva infatti al proprio indirizzo lettere politicamente compromettenti indirizzate a una militante del partito comunista clandestino con la quale aveva avviato una relazione amorosa, Battistina Pizzardo.
Venne condannato al confino a Brancaleone, un piccolo paese della Calabria, nel sud Italia, da cui non si poteva allontanare.
Doveva recarsi alla stazione di polizia quotidianamente, poteva ricevere posta ma non visite.
Durante il confino iniziò a registrare le sue inquietudini in un diario, pubblicato postumo con il titolo Il mestiere di vivere. Resterà a Brancaleone per circa un anno, fino al marzo 1936. Al ritorno dal confino trovò che la donna amata si era sposata: questa delusione sentimentale segnerà la sua esistenza e gli farà sfiorare il suicidio.


Lo steddazzu

L’uomo solo si leva che il mare è ancor buio
e le stelle vacillano. Un tepore di fiato
sale su dalla riva, dov’è il letto del mare,
e addolcisce il respiro. Quest’è l’ora in cui nulla
può accadere. Perfino la pipa tra i denti
pende spenta. Notturno è il sommesso sciacquìo.
L’uomo solo ha già acceso un gran fuoco di rami
e lo guarda arrossare il terreno. Anche il mare
tra non molto sarà come il fuoco, avvampante.

Non c’è cosa più amara che l’alba di un giorno
in cui nulla accadrà. Non c’è cosa più amara
che l’inutilità. Pende stanca nel cielo
una stella verdognola, sorpresa dall’alba.
Vede il mare ancor buio e la macchia di fuoco
a cui l’uomo, per fare qualcosa, si scalda;
vede, e cade dal sonno tra le fosche montagne
dov’è un letto di neve. La lentezza dell’ora
è spietata, per chi non aspetta più nulla.

Val la pena che il sole si levi dal mare
e la lunga giornata cominci? Domani
tornerà l’alba tiepida con la diafana luce
e sarà come ieri e mai nulla accadrà.
L’uomo solo vorrebbe soltanto dormire.
Quando l’ultima stella si spegne nel cielo,
l’uomo adagio prepara la pipa e l’accende.

9 –12 gennaio 1936

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