Se ne sta là, la Signora, come ogni altra donna, ad aspettare
la scadenza del tempo per poter entrare nel tempio. Se ne rimane là, occhi e
attenzione rivolti a quel diletto figlio perché nulla gli succeda. Mio Dio, di
quanta premura e diligenza lo fa oggetto perché non gli manchi nulla. Con che
devozione e delicatezza, con quale timorosità lo tratta, sapendo che è il suo
Dio e Signore, quando inginocchiata lo prende in mano per adagiarlo sulla
culla. Ma con che gioia insieme e confidenza e diritto materno se lo abbraccia,
se lo sbaciucchia, se lo stringe al petto e se lo gusta, sapendo che è figlio
suo! Spesso, curiosa, lo fissa in volto e fa scivolare lo sguardo su ogni
singolo membro del suo sacratissimo corpo; e con serietà e riservatezza avvolge
nelle fasce quelle tenerissime membra. Esempio d’umiltà com’era, lo fu anche di
prudenza. E con che voglia lo allatta!
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