Appartengo a
una generazione che sognava più informazione per comprendere la realtà e sapere
come continuare. Il sogno pare realizzato, un’enorme quantità̀ di informazioni,
quasi infinita rispetto alla nostra capacità di recepirle. Sempre più ci
accorgiamo che tutto questo paradossalmente è divenuto un ostacolo: l’informazione
aumenta, diminuiscono le nostre conoscenze.
Questa è una
delle ragioni per cui siamo confusi, l’altra è una conoscenza che ci sfugge, in
quanto l’apprendimento della conoscenza dall’essere un bene pubblico è divenuto
commerciale. Se prima la scuola rispondeva ai bisogni dell’uomo, ora risponde
alle regole del mercato.
Dove andare
e come continuare? Siamo in balia di uno sviluppo economico regolato dal
mercato, non già di uno sviluppo umano regolato da noi. Una economia basata
sull’esclusione e la diseguaglianza. A questo proposito vorrei ricordare le
parole di Papa Francesco: “Un’economia di questo tipo uccide. Come è possibile
che quando una persona anziana e senza casa muore per essere stata all’addiaccio
la notizia non sia riportata dai giornali, mentre se il mercato azionario perde
due punti la notizia è riportata in prima pagina? Questo è un chiaro caso di
esclusione. Possiamo continuare a tenere la testa alta in un momento in cui
viene gettato via il cibo e le persone muoiono di fame? Questo è un chiaro caso
di diseguaglianza. Oggigiorno tutto segue le leggi della concorrenza e della
sopravvivenza del più̀ forte, leggi in cui il più potente trae forza ed energia
vitale dalla distruzione del debole. Come conseguenza di ciò, grandi masse di
persone si trovano escluse e marginalizzate, senza lavoro e senza possibilità̀,
senza possibilità̀ di fuggire da questa condizione.”

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