sabato 17 dicembre 2016

Una vita, per un curriculum vitae.

Il lavoro precario come un passo necessario per scrivere una biografia, in questa vita-corso, necessaria per farsi le ossa o meglio per rompersi le ossa. L'uso di questa immagine vibrante, dello spaccarsi le ossa, come metafora per il pregiudizio subito dal lavoro, è tratto da una risorsa culturale condivisa, vale a dire che un'esperienza estrema ti permette di aderire al senso comune che tutti danno per scontato. Affermare la necessità del lavoro precario, come un passo nello sforzo di raggiungere un "buon lavoro", nel corso della vita. Il corso della vita è più breve della vita-corso e la speranza volerà via e sparirà.

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